GIOVEDÌ SANTO MESSA IN COENA DOMINI

Scritto da  Lunedì, 23 Marzo 2015 00:00

 GIOVEDÌ SANTO MESSA IN COENA DOMINI 

La cena è sempre uno spazio privilegiato per la condivisione. È un momento così intenso  che tutto quello che si dice e che si vive a tavola è dell’ordine del sacro. Quando si ha il privilegio di essere invitati da un amico, quando si rivela qualcosa che appartiene all’ambito della confidenza, ciò che viene detto nel silenzio è sacro. Quel giovedì santo Gesù va al di là della confidenza e ci offre parole, riti e gesti, un altro modo di essere con noi. Prima del doloroso passaggio attraverso la croce, egli ci dona un testa mento spirituale in cui esprime misteriosamente la sua presenza. Il pane ed il vino che si condividono tutti i giorni saranno il supporto di una presenza inaudita che trascende l’umano. Per gli iniziati si tratta di una parola di fede e di una presenza reale a tal punto che l’assente è presente: «Fate questo in memoria di me» 

Colore liturgico: BIANCO 

ANTIFONA

Di null’altro mai ci glorieremo 
se non della croce di Gesù Cristo, nostro Signore: 
egli è la nostra salvezza, vita e risurrezione; 
per mezzo di lui siamo stati salvati e liberati. (cf. Gal 6,14)  

PRIMA LETTURA 

Dal libro dell’Èsodo   (Es 12, 1-8. 11-14) 

«Questo mese sarà per voi l’inizio dei mesi, sarà per voi il primo mese dell’anno. Parlate a tutta la comunità d’Israele e dite: “Il dieci di questo mese ciascuno si procuri un agnello per famiglia, un agnello per casa. Se la famiglia fosse troppo piccola per un agnello, si unirà al vicino, il più prossimo alla sua casa, secondo il numero delle persone; calcolerete come dovrà essere l’agnello secondo quanto ciascuno può mangiarne. Il vostro agnello sia senza difetto, maschio, nato nell’anno; potrete sceglierlo tra le pecore o tra le capre e lo conserverete fino al quattordici di questo mese: allora tutta l’assemblea della comunità d’Israele lo immolerà al tramonto. Preso un po’ del suo sangue, lo porranno sui due stipiti e sull’architrave delle case nelle quali lo mangeranno. In quella notte ne mangeranno la carne arrostita al fuoco; la mangeranno con azzimi e con erbe amare. Ecco in qual modo lo mangerete: con i fianchi cinti, i sandali ai piedi, il bastone in mano; lo mangerete in fretta. È la Pasqua del Signore! In quella notte io passerò per la terra d’Egitto e colpirò ogni primogenito nella terra d’Egitto, uomo o animale; così farò giustizia di tutti gli dèi dell’Egitto. Io sono il Signore! Il sangue sulle case dove vi troverete servirà da segno in vostro favore: io vedrò il sangue e passerò oltre; non vi sarà tra voi flagello di sterminio quando io colpirò la terra d’Egitto. Questo giorno sarà per voi un memoriale; lo celebrerete come festa del Signore: di generazione in generazione lo celebrerete come un rito perenne”».

SALMO RESPONSORIALE

Dal Salmo 

Il tuo calice, Signore, è dono di salvezza. 

Che cosa renderò al Signore,
per tutti i benefici che mi ha fatto? 
Alzerò il calice della salvezza
e invocherò il nome del Signore. 

Agli occhi del Signore è preziosa 
la morte dei suoi fedeli. 
Io sono tuo servo, figlio della tua schiava:
tu hai spezzato le mie catene. 

A te offrirò un sacrificio di ringraziamento
e invocherò il nome del Signore.
Adempirò i miei voti al Signore
davanti a tutto il suo popolo.

SECONDA LETTURA

Dalla prima lettera di S. Paolo apostolo ai Corinzi   (1 Cor 11, 23-26)

Fratelli, io ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me». Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la Nuova Alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me». Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga.

VANGELO

Dal vangelo secondo Giovanni  (Gv 13, 1-15)

Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine. Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto. Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri». Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi». 

Ingresso:

Nostra gloria è la croce di Cristo (Frisina "Cristo è nostra Pasqua")

Rallegrati Gerusalemme (Frisina “Domeniche Di Quaresima A”) 

Lavanda dei piedi:

Questo è il mio comandamento (Frisina "Signore è il suo nome")

Io vi do un grande esempio (D. Haas) 

Offertorio:

Dove la carità è vera (Frisina "Cristo nostra Pasqua")
Ubi caritas (gregoriano)

Dio carità (Frisina “Tu sei il Cristo”) 

Comunione:

Fate questo in memoria di me (C. Burgio)

Pane di vita nuova (Frisina "Pane di vita nuova")
Anima Christi (Frisina "Pane di vita nuova")
Sei Tu Signore è il pane (RNC)
O Ostia santa (Frisina "O luce radiosa")

Finale:

Pange lingua (Gregoriano)
Canta o lingua (Frisina "Cristo nostra Pasqua")

Antonio Lacorte

Solista

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