VENERDÌ SANTO IN PASSIONE DOMINI

Scritto da  Martedì, 24 Marzo 2015 00:00

VENERDÌ SANTO IN PASSIONE DOMINI

Tra tutte le celebrazioni dell’anno liturgico, quella del Venerdì santo è una delle più sobrie ed eloquenti. Forse perché raggiunge la nostra esistenza attraverso riti, simboli e gesti essenziali, che devono apparire nella loro semplicità e nudità, senza inutili appesantimenti. Il silenzio è un elemento caratterizzante di questa celebrazione. Ma perché questo silenzio? Noi restiamo stupefatti davanti all’infinita solidarietà che Dio manifesta a tutte le suecreature. Lui, il Dio della vita, non ha creato la morte, non l’ha voluta, e tuttavia per cancellarne le funeste conseguenze l’ha presa su di sé. Così, scoprendo ancora una volta questo immenso amore di Dio, noi possiamo portare davanti a lui in questo giorno l’immenso fardello di tutte le morti che ci hanno toccato da vicino o da lontano e che continuano a lacerare la nostra terra.

 

Colore liturgico: Rosso 

PRIMA LETTURA

Dal libro del profeta Isaia  (Is 52, 13 - 53, 12)

Ecco, il mio servo avrà successo, sarà onorato, esaltato e innalzato grandemente. Come molti si stupirono di lui – tanto era sfigurato per essere d’uomo il suo aspetto e diversa la sua forma da quella dei figli dell’uomo –, così si meraviglieranno di lui molte nazioni; i re davanti a lui si chiuderanno la bocca, poiché vedranno un fatto mai a essi raccontato e comprenderanno ciò che mai avevano udito. Chi avrebbe creduto al nostro annuncio? A chi sarebbe stato manifestato il braccio del Signore? È cresciuto come un virgulto davanti a lui e come una radice in terra arida. Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per poterci piacere. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia; era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima. Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori; e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. Egli è stato trafitto per le nostre colpe, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti. Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti. Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca. Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo; chi si affligge per la sua posterità? Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi, per la colpa del mio popolo fu percosso a morte. Gli si diede sepoltura con gli empi, con il ricco fu il suo tumulo, sebbene non avesse commesso violenza né vi fosse inganno nella sua bocca. Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori. Quando offrirà se stesso in sacrificio di riparazione, vedrà una discendenza, vivrà a lungo, si compirà per mezzo suo la volontà del Signore. Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce e si sazierà della sua conoscenza; il giusto mio servo giustificherà molti, egli si addosserà le loro iniquità. Perciò io gli darò in premio le moltitudini, dei potenti egli farà bottino, perché ha spogliato se stesso fino alla morte ed è stato annoverato fra gli empi, mentre egli portava il peccato di molti e intercedeva per i colpevoli.

SALMO RESPONSORIALE

Dal Salmo 30

Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito.

In te, Signore, mi sono rifugiato, 
mai sarò deluso; 
difendimi per la tua giustizia. 
Alle tue mani affido il mio spirito;
tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele.

Sono il rifiuto dei miei nemici
e persino dei miei vicini,
il terrore dei miei conoscenti;
chi mi vede per strada mi sfugge.
Sono come un morto, lontano dal cuore;
sono come un coccio da gettare.

Ma io confido in te, Signore; 
dico: «Tu sei il mio Dio, i miei giorni sono nelle tue mani». 
Liberami dalla mano dei miei nemici 
e dai miei persecutori.

Sul tuo servo fa’ splendere il tuo volto,
salvami per la tua misericordia. 
Siate forti, rendete saldo il vostro cuore, 
voi tutti che sperate nel Signore.

SECONDA LETTURA

Dalla lettera agli Ebrei (Eb 4, 14-16; 5, 7-9)
Fratelli, poiché abbiamo un sommo sacerdote grande, che è passato attraverso i cieli, Gesù il Figlio di Dio, manteniamo ferma la professione della fede. Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia prendere parte alle nostre debolezze: egli stesso è stato messo alla prova in ogni cosa come noi, escluso il peccato. Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia per ricevere misericordia e trovare grazia, così da essere aiutati al momento opportuno. [Cristo, infatti,] nei giorni della sua vita terrena, offrì preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime, a Dio che poteva salvarlo da morte e, per il suo pieno abbandono a lui, venne esaudito. Pur essendo Figlio, imparò l’obbedienza da ciò che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono.

VANGELO

Gv 18, 1-19, 42

Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Giovanni

Salmo: Padre nelle tue mani consegno il mio spirito

Adorazione della Croce:

O croce fedele (Frisina "Cristo è nostra Pasqua")

O crux fideles (Gregoriano)

Popolo mio (Frisina "Cristo è nostra Pasqua")

Stabat Mater (Frisina “Vergine Madre”

Comunione:

Umiliò sè stesso (Frisina "Chi ci separerà dall'amore di Cristo)

Cristo s'è fatto obbediente (Frisina "Cristo è nostra Pasqua")

Dalle sue piaghe (Frisina "O croce nostra speranza")

Anima Christi (Frisina "Pane di vita nuova")

Antonio Lacorte

Solista

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