Mercoledì, 08 Set 2010
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L'ASSISTENTE SPIRITUALE

ATTUALE ASSISTENTE SPIRITUALE DEL CORO E' DON GIUSEPPE GRASSI

Messaggio al Coro “San Leucio”

Sin dalla prima volta in cui ho avuto l’occasione di comunicarvi qualche riflessione come Assistente spirituale del coro, ho insistito – potrete ricordarlo – sulla duplice finalità che si prefigge la Chiesa in ogni sua opera, attività, istituzione: la gloria di Dio e la santificazione delle anime. Ed essendo anche il nostro coro una porzione di Chiesa, destinata a ricoprire un delicatissimo quanto prezioso ruolo nelle liturgie (luogo privilegiato e imprescindibile in cui Dio incontra l’uomo), l’alto scopo che deve caratterizzare il vostro canto non può che essere quello della gloria di Dio e della santificazione delle anime.
Che si canti per la gloria di Dio è più che evidente (anche se spesso si corre il rischio di disattendere questo fine); ma che si canti per la santificazione delle anime può sembrare un po’ più complicato. Per spiegarlo, ricorrerò ad una storia vera, che vede come protagonista una grande personalità di spicco nella letteratura francese del Novecento: Paul Claudel (1868-1955). L’evento che domina la sua vita turbolenta è la conversione, fulminea e radicale, al cattolicesimo. Egli stesso lo racconta in una delle sue opere:
«Ecco come era il giovane infelice che il 25 dicembre 1886 si recò a Notre-Dame di Parigi per assistere all’Ufficio di Natale. Cominciavo allora a scrivere e mi sembrava che nelle cerimonie cattoliche, che consideravo con superiore dilettantismo, avrei trovato uno stimolo opportuno e la materia per qualche esercizio decadente. In queste condizioni, urtando a gomitate la folla, assistetti alla Messa solenne, anche se con poco piacere.
Poi, non avendo nient’altro da fare, tornai al pomeriggio per i Vespri. I bambini del coro (…) stavano cantando ciò che più tardi ho saputo essere il Magnificat. Io ero in piedi tra la folla (…). In quel momento capitò l’evento che domina tutta la mia vita. In un istante il mio cuore fu toccato e io credetti. Credetti con una forza di adesione così grande, con un tale innalzamento di tutto il mio essere, con una convinzione così potente, con una certezza che non lasciava posto a nessuna specie di dubbio che, dopo di allora, nessun ragionamento, nessuna circostanza della mia vita agitata hanno potuto scuotere la mia fede né toccarla.
(…) Ma era vero? Era proprio vero! Dio esiste, è qui. È Qualcuno, un Essere personale come me! Mi ama, mi chiama. Lacrime e singulti spuntarono (…). È vero – lo confesso con il centurione –, sì, Gesù è il Figlio di Dio. Era a me, Paul, che egli si rivolgeva e mi prometteva il suo amore».
Cos’è che ha veicolato nel cuore di Paul Claudel il tocco della grazia divina? Il canto semplice e limpido di un coro di bambini che, nel Vespro di Natale, intonavano il Magnificat.
Ecco, amici miei, che cosa può e che cosa deve osare il nostro canto: mentre diamo gloria a Dio, l’armonia delle voci, combinata col fervore, innescherà la scintilla della fede nel cuore di chi ci ascolta, fino ad elevare insieme a noi un unico, gioioso, sincero amen di lode e di benedizione a Colui che ci ama, ci chiama, ci manda.
È questo l’augurio sincero che rivolgo a tutti e a ciascuno.

Brindisi, 29/IX/2008

Sac. Giuseppe Grassi

 

I precedenti assistenti spirituali sono stati Don Giuseppe Pendinelli e Don Francesco Caramia.